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mercoledì 18 ottobre 2017
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 XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ( 22 ottobre 2017) Riduci

  XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 

(ANNO A)

  Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.


In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Mt  22,15-21


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LETTURE DELLA MESSA DEL GIORNO  LETTURE DELLA MESSA DEL GIORNO Riduci

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 GREST 2017 Riduci

GREST  2017

11 giugno

MANDATO AGLI ANIMATORI

 


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 MESE DI MAGGIO 2017 Riduci

MESE DI MAGGIO

RECITA  SERALE  del  SANTO  ROSARIO

 
MARTEDI'                 2   maggio                Albergo Cannone d'oro
 
MERCOLEDI'           3   maggio                Chiesa San Lazzaro
 
GIOVEDI'                 4  maggio                 SOMS 
 
VENERDI'                5  maggio                 Chiesa di Gerbidi
 
SABATO                  6  maggio                 Famiglia Corti - Casoni
 
LUNEDI'                   8   maggio                Famiglia Gonella - Via San Giuliano
 
MARTEDI'                9   maggio                Famiglia Calleri - Via Roma
 
MERCOLEDI'         10  maggio                 Chiesa di Santa Maria
 
GIOVEDI'               11  maggio                 Famiglia Gatti - Via Ravera
 
VENERDI'              12  maggio                 Villa Mensi - Via Bellisomi
 
SABATO                13  maggio                 Festa Madonna di Fatima - Casoni
 
LUNEDI'                 15   maggio                Oratorio S.Giovanni
 
MARTEDI'              16   maggio                Istituto Sacro Cuore 
 
MERCOLEDI'         17  maggio                 Cappelletta S.Rocco
 
GIOVEDI'               18  maggio                 Famiglia Gonella - Cascina Vacca
 
VENERDI'              19  maggio                 Chiesa S.Calocero
 
SABATO                20  maggio                 Laghetto delle rose
 
LUNEDI'                 22   maggio                Chiesetta Cascina Boera
 
MARTEDI'              23   maggio                Villa Cinzia - via Alluvioni 
 
MERCOLEDI'         24  maggio                 Famiglia Sterpi Chiesa - via San Pio V
 
GIOVEDI'               25  maggio                 Via Cavalli Molinelli
 
VENERDI'              26  maggio                 Famiglia Brizio - via Gerbidi 
 
SABATO                27  maggio                 Pio Ricovero Brizio - via Montebello
 
LUNEDI'                 29   maggio                Cappelletta San Vigilio
 
MARTEDI'              30   maggio                Famiglia Menditto Adaglio - via Mameli 
 
MERCOLEDI'         31  maggio                 Chiesa San Giovanni (celebrazione di chiusura)
 
 
 

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 DOMENICA DELLE PALME 2017 Riduci

DOMENICA DELLE PALME 2017


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 QUARESIMA Riduci

QUARESIMA  2017

 

  1 - ACCOGLIENZA 

 

  2 - PERDONO 

 

 

   3 - ASCOLTO 

   4 - OFFERTA  

  5 - CONDIVISIONE 


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 ANIMATORI GREST 2016 Riduci

PRESENTAZIONE  ANIMATORI GREST

15  MAGGIO  2016


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 PERCORSO AVVENTO E NATALE 2016 Riduci

 

   SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPP

   NATIVITA'  DEL  SIGNORE 

 

     IV DOMENICA DI AVVENTO    

     III DOMENICA DI AVVENTO    

     II DOMENICA DI AVVENTO    

     I DOMENICA DI AVVENTO    


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 MISSIONARI a SALE Riduci

MISSIONARI a SALE

 

 SABATO  7 novembre

DOMENICA 8 novembre

 

CHIESA di  SANT'ANCH'IO

                     in  costruzione


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 GREST 2015 Riduci

GREST  2015

 

 


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 Con Maria essere comunità per il mondo Riduci


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 MISSIONARI di VILLAREGIA - VEGLIA MISSIONARIA Riduci

VEGLIA MISSIONARIA


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 Spettacolo musicale "la locanda di Emmaus" Riduci

 

 

 

 

 

 

In cammino con il Risorto.....

 LA LOCANDA DI EMMAUS

 

 Spettacolo musicale 3 e 4 maggio 2014

 

"Vedi quella luce che ti guida verso un incontro

che trasfigura ogni cosa

e trasforma anche la fatica in splendore,

la croce in risurrezione"

(dipinto di Luisa Balduzzi)


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 ANNO PASTORALE 2014-2015: CHIESA in USCITA Riduci

SETTIMANA MISSIONARIA   22 - 24 OTTOBRE

 


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 MISSIONARI nella COMUNITA' 9 -17 maggio Riduci

LA  TENDA

 

PROCESSIONE  FATIMA  da  CASONI   a  SANTA MARIA

 

TEATRO

MESSA  di  CONCLUSIONE

 


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Benvenuti in Comunità Interparrocchiale di Sale  Benvenuti in Comunità Interparrocchiale di Sale Riduci

 COMUNITA' INTERPARROCCHIALE di SALE

Diocesi di TORTONA

Parroco:  Don Piero Fugazza   

 Via Mameli 6  -   SALE

Telefono 0131 84131

parroco@comunita-interparrocchiale-sale.it     

 

 

 

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 MANDATO ALLE CATECHISTE 2017 Riduci

MANDATO  ALLE  CATECHISTE

15 OTTOBRE 2017


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 FESTA DELL'AGRICOLTURA 2017 Riduci

FESTA DELL'AGRICOLTURA

24 SETTEMBRE 2017


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 SANT'ANNA 2017 Riduci

SANT'ANNA 

30  LUGLIO  2017


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 CORPUS DOMINI 2017 Riduci

CORPUS DOMINI

18 GIUGNO 2017


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 CRESIME 2017 Riduci

CRESIME

27 MAGGIO 2017

 

 

 


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 PRIMA COMUNIONE Riduci

PRIMA  COMUNIONE

21 MAGGIO 2017


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 PRESENTAZIONE CRESIMANDI 2017 Riduci

PRESENTAZIONE DEI RAGAZZI DELLA CRESIMA

CHE AVVERRA'  SABATO 27 MAGGIO

 


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 PRESENTAZIONE PRIMA COMUNIONE Riduci

PRESENTAZIONE DEI RAGAZZI DELLA PRIMA COMUNIONE

CHE AVVERRA' DOMENICA 21 MAGGIO

 

 


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 PRIMA CONFESSIONE Riduci

PRESENTAZIONE DEI RAGAZZI DELLA PRIMA CONFESSIONE

CHE AVVERRA'  SABATO 13 MAGGIO


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 FESTA DELLE FAMIGLIE Riduci

   FESTA DELLE FAMIGLIE 

  AFFIDAMENTO DELLE FAMIGLIE ALLA MADONNA DI LOURDES 

  5  FEBBRAIO  2017 


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 BAMBINO DI PRAGA Riduci

BAMBINO  DI  PRAGA

8  GENNAIO  2017


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 PRESEPE VIVENTE - VEGLIA - NATALE Riduci

PRESEPE  VIVENTE  -  VEGLIA  DI NATALE  -  FESTA DI NATALE

24 - 25  dicembre  2016

 


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 BENEDIZIONE BAMBINI GESU' Riduci

BENEDIZIONE  DEI  BAMBINI  GESU'

18  DICEMBRE 2016


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 FESTA CHIERICHETTI 2016 Riduci

FESTA  DEI  CHIERICHETTI

20  NOVEMBRE  2016

 


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 INIZIO ANNO CATECHISTICO 2016 Riduci

INIZIO  ANNO  CATECHISTICO  2016

30  OTTOBRE  2016

 

 

 

 

 


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 FESTA dell'AGRICOLTURA 2016 Riduci

FESTA DELL'AGRICOLTURA  18 settembre  2016

MESSA  nel parco delle rimembranze

 


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 ORARIO SANTE MESSE Riduci

 

  ORARIO  SANTE  MESSE   

  FESTIVO 

 

 

 

Ore    9  San Calocero

Ore    9.30  Chiesa di Gerbidi

Ore  10.30  San Giovanni

Ore  11.45  Santa Maria

Ore  17  San Giovanni

  PRE.FESTIVO 

 

 

 

 

 

Ore   16.30 San Calocero

  FERIALE 

 

 

 

Ore    9  San Giovanni


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 SAN ROCCO 2017 Riduci

   SAN ROCCO  2017  

16 agosto 2017


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 BOLLETTINO INTERPARROCCHIALE Riduci

E' disponibile il bollettino interparrocchiale della comunità,  presso le chiese parrocchiali del paese

insieme al calendarietto del 2017 con l'augurio della "pace"


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 CONCERTO DI NATALE Riduci

  CONCERTO    NOTE DI NATALE 

CORALE SAN GIOVANNI DI SALE E

CORALE POZZOLESE DI POZZOLO FORMIGARO

17  DICEMBRE  2016


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 ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 2016 Riduci

ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 2016


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 LETTERE AI CHIERICHETTI Riduci

LETTERE  DI  SALUTO AI  CHIERICHETTI

20 NOVEMBRE 2016


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 LETTERA PASTORALE 2016-2017 Riduci

 

Lettera pastorale

2016-2017

Vittorio Francesco Viola

Vescovo di Tortona

COMUNIONE

“Sogno una scelta missionaria,

capace di trasformare ogni cosa”

Papa Francesco, Evangelii gaudium, 27

Lettera pastorale

2016-2017

(ESTRATTO)

Carissimi,

è trascorso un anno e la misericordia del Signore ci concede ancora una volta di riunirci in assemblea per riprendere con slancio il nostro cammino: sono grato al Signore e a tutti voi per questo dono. La nuova lettera pastorale continua la riflessione della precedente e indica alcuni obiettivi che, con la grazia di Dio, speriamo di poter raggiungere.

Vogliamo realizzare il sogno di una scelta missionaria che esige una vera conversione pastorale (EG n. 27) per essere annunciatori gioiosi e credibili del Vangelo.

Se saremo centrati sul Signore, docili all’ascolto della sua Parola e alla grazia dei sacramenti, capaci di riconoscerlo nei poveri, ci verrà dato di poter sperimentare la gioia del Vangelo che riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù (EG n. 1).

Vi benedico.

Tortona,

10 settembre 2016

+ Vittorio Francesco Viola

vescovo--

Abbiamo iniziato un cammino

E'sempre difficile fare valutazioni su ciò che viviamo mentre vi siamo immersi dentro: credo, tuttavia, di poter dire che nell’anno pastorale trascorso abbiamo camminato nella direzione indicata dalla lettera pastorale.

Non sempre siamo capaci di vederlo, a volte a motivo della tentazione ricorrente del lamento cronico, a volte perché, di fatto, rimane molta strada da fare.

20. Possiamo aver camminato con lentezza perché appesantiti dalla zavorra delle nostre chiusure di mente e di cuore, dei nostri giudizi che feriscono la comunione, delle nostre paure che spesso sono mancanze di fede; forse non in ogni ambito abbiamo camminato con lo stesso passo.

Tuttavia, ciò che più conta – anche più della strada percorsa – è non sbagliare direzione:

il Signore sta tornando, così come ci ha promesso, e se ci troverà in cammino verso di lui – poco importa a quale punto del cammino – sarà una gran festa.

21. Abbiamo fatto alcuni passi nella costruzione di una maggior unità dell’azione pastorale, sia individuando forme più stabili di corresponsabilità e comunione tra i presbiteri e tra le comunità, sia intensificando le relazioni all’interno dei vicariati, sia vivendo iniziative a livello diocesano.

22. Tra questi segnali positivi che ci incoraggiano guardo con fiducia a quelle esperienze nelle quali la  comunione tra i presbiteri si esprime nella concretezza di una cura pastorale condivisa. Penso che la comunione tra i presbiteri sia una testimonianza che rende credibile l’annuncio evangelico, favorisce la qualità della vita spirituale dei presbiteri,  migliora il servizio pastorale. Ricordiamoci che nella comunione le forze non si sommano ma si moltiplicano.

23. Sono anche in atto alcune fruttuose collaborazioni tra parrocchie. Dobbiamo insieme ripensare le nostre comunità, rendendoci disponibili al cambiamento e non solo dell’orario e del numero delle Messe, che pure dovrà essere oggetto di una seria e serena revisione. Dobbiamo progettare insieme iniziative comuni che ci permettano di offrire valide proposte per la catechesi, per le famiglie e per i giovani. Là dove ci siamo mossi in questa direzione ne possiamo già apprezzare i frutti.

24. È evidente che questa proposta pastorale potrà essere realizzata solo con una significativa partecipazione dei fedeli laici, chiamati a passare da collaboratori a corresponsabili. Non mancano laici preparati e disponibili: dobbiamo, tuttavia, continuare ad investire nella formazione perché il nostro impegno di battezzati passi da una pur lodevole prestazione di volontariato ad un vero servizio ecclesiale.

25. La motivazione di queste scelte non è solo la mancanza di presbiteri. Non si tratta di serrare i ranghi per cercare di conservare in qualche modo l’esistente, dovendo fare di necessità virtù, ma di vivere quella comunione che è la Chiesa stessa e che la Parola del Signore indicava come la prima forma di evangelizzazione. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri (Gv 13,35).

26. Comprendo la fatica del cambiamento, ma stiamo attenti a non farci paralizzare dalle catene dei campanilismi anacronistici e per nulla ecclesiali, del “si è sempre fatto così” o, ancor peggio, del “vedrai che non funziona”.

27. Gli obiettivi che ci siamo dati lo scorso anno restano tali, a cominciare dal costruire insieme l’unità dell’azione pastorale a diversi livelli. Non si tratta semplicemente di riorganizzare le attività delle nostre parrocchie in un accorpamento forzoso: l’obiettivo è più alto. Vorremmo poter realizzare un progetto pastorale comune, capace di ripensare i diversi ambiti della pastorale, secondo le peculiarità di territori omogenei, in chiave missionaria.

28. Il XVIII Sinodo (1993) della nostra Chiesa tortonese – anticipando una riflessione che solo più tardi sarebbe diventata comune ad altre diocesi – aveva individuato nelle unità pastorali la risposta agli interrogativi posti da una lucida analisi della situazione. Condivido le affermazioni del Sinodo che, a distanza di anni, si possono arricchire della riflessione e dell’esperienza che la Chiesa in Italia ha messo in campo.

29. In quest’anno pastorale vorrei riprendere la prima parte delle indicazioni pastorali del testo del Sinodo (nn. 9-20) al fine di rilanciarne il contenuto, aggiornandone – anche sull’esperienza di altre diocesi – la terminologia e la metodologia. Mentre non possiamo non dare risposte concrete e in tempi (possibilmente!) “umani”, non dobbiamo sottrarci a questa riflessione dalla quale la nostra azione pastorale trarrà un grande vantaggio.

30. Le priorità che avevo indicato lo scorso anno restano tali: la pastorale giovanile e familiare (in particolare delle giovani coppie) e la pastorale vocazionale devono essere ambiti significativi del nostro impegno, di tutti, e non solo di chi se ne occupa in modo specifico.

31. Continua anche il lavoro degli altri uffici diocesani (Liturgia, Catechesi, Carità, Scuola, Missioni) che hanno corrisposto con alcune importanti iniziative agli obiettivi indicati; della Scuola Diocesana di Teologia, che ha visto un significativo incremento di studenti; dei nostri media (il giornale diocesano Il Popolo – che ha festeggiato i suoi 120 anni – la nostra Radio PNR e il sito diocesano) con il loro prezioso servizio di comunicazione per la comunione; dell’Ufficio dei beni culturali, con l’impegno non semplice di custodia del nostro vasto patrimonio e di gestione del Polo culturale; dell’Economato e dell’Ufficio Amministrativo, ambito nel quale apprezzo attenzione e competenza; dell’Istituto Paolo VI, che con i suoi 50 anni continua a tener viva la testimonianza di carità di Don Remotti; dell’Istituto Santa Chiara, la cui opera educativa svolge una preziosa funzione sociale per il nostro territorio. Le fatiche, lo sappiamo, non mancano, ma vediamo anche tanto, tanto bene.

32. Rispetto a quanto ci eravamo proposti, non siamo riusciti ad attivare l’Ufficio tecnico diocesano pensato con una funzione di supporto, verifica e controllo: ci impegniamo in tempi brevi a dar seguito alla riflessione che abbiamo iniziato.

 

Sine dominico non possumus Radicati nell’Eucaristia

 

Tra le questioni che emergono nel ridefinire il nostro assetto pastorale, ritorna spesso quella della Messa domenicale. Su questo argomento, di fondamentale importanza per la vita della Chiesa, vorrei dire una parola chiara.

34. Da sempre il cuore della Chiesa ha custodito intatto il mistero dell’ultima cena. Per la comunità cristiana fare memoria di quell’evento è stato ed è un gesto di obbedienza all’esplicito comando di Gesù: fate questo in memoria di me (Lc 22,19). Così sarà fino al giorno del ritorno del Signore.

35. Di quella cena, ultima perché unica e irripetibile, nulla è andato perduto, tutto è vivo.

41. In altre parole: la narrazione dell’ultima cena è fatta sulla base della struttura rituale della celebrazione eucaristica della comunità apostolica. Per questa ragione, tale celebrazione non è solo memoria dell’evento ultima cena, ma è anche memoria dei conviti post-pasquali che il Risorto prepara per i suoi riproponendo il gesto dello spezzare il pane (come ad Emmaus, Lc 24,13-35; come sul lago di Galilea Gv 21,1-14).

42. Per questi e molti altri motivi, la celebrazione dell’Eucaristia è al centro della vita della Chiesa, senza l’Eucaristia nel giorno del Signore non possiamo far nulla, non possiamo essere. Sine dominico non possumus.

43. Il dominicum è il celebrare la Pasqua domenicale, comprendendo in questa espressione le realtà del sacrificio dell’Agnello, della mensa del Signore, del sacramento del suo corpo, del giorno che è memoria settimanale della sua risurrezione.

44. Tra i motivi che rendono insostituibile la celebrazione eucaristica domenicale voglio sottolineare la forza della seconda epiclesi (epi-kaleo = chiamare sopra) della preghiera eucaristica. Ogni preghiera eucaristica con la prima epiclesi invoca lo Spirito sul pane e sul vino perché diventino il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo. Ma la pienezza del dono dello stesso Spirito è invocato anche su di noi che ci nutriamo del Corpo e Sangue del Figlio, perché diventiamo, in Cristo, un solo corpo e un solo spirito, facendo di noi un sacrificio perenne gradito al Padre (cfr. Preghiera eucaristica III).

45. Nel tempo della Chiesa la presenza del Risorto è garantita dallo Spirito Santo. È lo Spirito che riempie i simboli dei sacramenti della reale presenza del Signore, delle sue parole e dei suoi gesti.

46. Abbiamo bisogno per vivere e per essere Chiesa del dono dello Spirito che il sacerdote invoca sull’assemblea: la stessa potenza che trasforma il pane nel Corpo di Cristo viene invocata su tutti noi perché trasformi anche noi, sempre più, nel suo Corpo che è la Chiesa. Non c’è nulla nella Chiesa che possa eguagliare il dono della celebrazione eucaristica domenicale. Nulla.

47. Penso che dobbiamo sgombrare il campo da un equivoco di fondo: la domenica prima di essere un dovere è un dono.

48. Leggiamo nella nota pastorale della CEI Il giorno del Signore (15/07/1984): «Se la domenica è detta giustamente “giorno del Signore” (dies Domini), ciò non è innanzitutto perché essa è il giorno che l’uomo dedica al culto del suo Signore, ma perché essa è il dono prezioso che Dio fa al suo popolo: “Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo” (Sal 117,24)».

49. Il testo della nota pastorale, che a distanza di anni conserva tutta la sua attualità, descrive la ricchezza del  “giorno del Signore” come giorno della Chiesa, dell’Eucaristia, della missione, della carità, della festa.

50. È la bellezza e la pienezza del senso della Messa festiva che occorre mettere al centro delle nostre proposte pastorali, a partire da una seria verifica di come la comunità cristiana vive il giorno del Signore.

51. Già il XVIII Sinodo diocesano offriva precise indicazioni: «La Messa domenicale e festiva, qualora non risultasse possibile in ciascuna piccola parrocchia, la si dovrà celebrare in alcune località centrali con invito esteso alle persone che dalle comunità circostanti siano in grado di muoversi, promuovendo all’occorrenza un servizio di trasporto » (n. 14). Tale considerazione si inserisce nel quadro generale di una riorganizzazione del territorio in unità pastorali che il Sinodo auspicava e che vogliamo realizzare.

Condivido e ribadisco questo orientamento. L’importanza della celebrazione eucaristica domenicale lo impone.

52. La possibilità di una celebrazione della Parola nel giorno del Signore è raccomandata vivamente solo nel caso in cui la partecipazione alla celebrazione eucaristica sia impossibile (cfr. CIC can. 1248 §2), sempre considerando tali celebrazioni domenicali del tutto straordinarie ed evitando con cura ogni forma di confusione tra questo tipo di riunioni e la celebrazione eucaristica (Istruzione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Redemptionis sacramentum, 25/03/2004, nn.164-165).

53. Nonostante il calo del numero di presbiteri e la vastità del nostro territorio, ritengo che non ci siano situazioni nelle quali sia impossibile partecipare alla celebrazione eucaristica domenicale, a meno che non si vogliano considerare impossibili quegli spostamenti che normalmente facciamo per qualunque altra necessità. E se questo è vero per le nostre valli, tanto più per le nostre città dove spesso il numero delle Messe più che creare comunione frammenta le comunità.

54. Se vi sono difficoltà seriamente oggettive – penso, ad esempio, agli anziani – andranno affrontate con una crescita nella comunione fraterna che ci fa solleciti nel servizio verso chi è più debole. Rendersi disponibili ad un aiuto concreto perché si possa partecipare insieme alla Messa domenicale rende più vera la nostra celebrazione.

55. Con ciò non si tratta di chiudere le chiese che la fede dei nostri Padri hanno edificato, o di favorirne solo alcune a discapito di altre. Fermo restando che criterio fondamentale è, evidentemente, l’esistenza di una comunità, è possibile favorire il radunarsi in assemblea in una ragionevole alternanza dei luoghi. Tuttavia, ogni luogo di culto va custodito, favorendone l’uso per l’ascolto della Parola, per la preghiera comunitaria, per l’adorazione del SS. Sacramento, per la preghiera personale. Particolare attenzione dovrà essere data nelle occasioni significative per i singoli luoghi, come, ad esempio, le feste patronali. In questo i laici sono chiamati ad assumere – come già avviene in tante realtà – la responsabilità di un servizio attivo. Ma di domenica partecipiamo alla Messa perché senza la Messa non possiamo vivere.

56. È chiaro che più cercheremo di costruire la comunione nelle unità pastorali, fino a viverle come comunità pastorali, più sentiremo il bisogno di incontrarci insieme nel giorno del Signore attorno allo stesso altare. Questo renderà più vero il nostro celebrare.

57. A motivo di quanto sopra esposto, ritengo che debba essere abbandonata la prassi delle celebrazioni domenicali della Parola per impegnarci a vivere la grazia della celebrazione eucaristica, crescendo nella comunione, forti dell’azione che lo Spirito Santo opera in noi come nel pane. Non facciamoci vincere da campanilismi o rivalità che non hanno senso di esistere: la posta in gioco è più alta, senza la celebrazione eucaristica non possiamo essere.

58. Il territorio della nostra diocesi è complesso e le singole zone hanno caratteristiche peculiari che vanno considerate. Là dove è stato possibile, ci siamo già mossi in questa direzione, sospendendo la celebrazione della Parola per favorire la partecipazione alla Messa, anche programmando una alternanza di luoghi. Dobbiamo muoverci in questa direzione accompagnando le comunità con la comprensione delle motivazioni che ho esposto e che devono essere approfondite.

59. Per il raggiungimento di questi obiettivi confido molto nel ruolo dei diaconi, chiamati a ripensare il loro ministero. Anzitutto sento di ringraziarli a motivo del servizio generoso e fedele che hanno svolto e continuano a svolgere. Inoltre ritengo che il ministero diaconale potrà esprimersi in molte altre dimensioni che gli appartengono. Come, ad esempio, nel favorire i rapporti tra le comunità creando concreti legami di comunione; nel guidare gruppi settimanali di ascolto della Parola, mettendo a frutto anche l’esperienza di questi anni; nell’accompagnare percorsi di catechesi in preparazione al battesimo, alla cresima degli adulti, al matrimonio; nel valutare e coordinare iniziative di carità.

60. Confido molto anche nell’aiuto dei laici che già vivono con intensità la loro vocazione battesimale. In particolare penso all’Azione Cattolica e ai Movimenti presenti nella nostra diocesi, insieme all’OFTAL, ai gruppi di catechisti e a quanti partecipano attivamente alla vita delle comunità parrocchiali. Il loro contributo è decisivo per il cammino della nostra Chiesa.

 

Conclusione

Una buona occasione per riflettere sulla centralità dell’Eucaristia ci viene offerta dal XXVI Congresso Eucaristico Nazionale celebrato a Genova dal 15 al 18 settembre 2016 sul tema: L’Eucaristia sorgente della missione: «Nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro».

62. Non vogliamo dimenticare che anche questo importante appuntamento si colloca all’interno dell’Anno giubilare che ci invita sia come singoli sia come comunità ad aprirci al dono della misericordia. Nelle domeniche di quaresima, come pure in altre celebrazioni particolari, abbiamo vissuto la gioia di ritrovarci come pellegrini verso la Porta Santa della nostra chiesa cattedrale. Il Giubileo si chiuderà domenica 13 novembre 2016: approfittiamo degli appuntamenti ancora in programma per immergerci nella misericordia di Dio, sorgente inesauribile di ogni rinnovamento personale e comunitario.

63. Infine, un annuncio importante. Desidero iniziare nel tempo di Pasqua la visita pastorale. Leggiamo nel Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi Apostolorum successores (22/02/2004) n. 220: «La visita pastorale è una delle forme, collaudate dall’esperienza dei secoli, con cui il Vescovo mantiene contatti personali con il clero e con gli altri membri del Popolo di Dio. È occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli, è anche l’occasione per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad un’azione apostolica più intensa. La visita gli consente inoltre di valutare l’efficienza delle strutture e degli strumenti destinati al servizio pastorale, rendendosi conto delle circostanze e difficoltà del lavoro di evangelizzazione, per poter determinare meglio le priorità e i mezzi della pastorale organica». La visita pastorale è un evento di grazia che fin da ora vogliamo custodire nella nostra preghiera. Verrà a breve istituita una commissione per definirne le modalità e il calendario.

64. Affido questa lettera pastorale alla vostra riflessione e alla vostra preghiera, sia personale sia comunitaria. Non perdiamo di vista l’obiettivo principale, che Papa Francesco continua a ricordarci: «Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia» (Evangelii gaudium n. 27).

65. A volte penso: quando il Signore tornerà – perché è certo, tornerà – come vorrei essere trovato? Intento a fare che cosa? Con quali pensieri nella testa, con quali sentimenti nel cuore, con quali parole sulle labbra, con quali gesti nelle mani? Preferirei essere trovato ricco o povero? In pace con tutti o agitato con il mondo intero? Occupato nello spendere la mia vita per il Regno o preoccupato di come difenderla? Per la verità, non mi è così difficile rispondere a queste domande, e – come potete vedere – non così facile vivere le risposte. Io so come vorrei essere trovato. Penso anche che al suo ritorno sarebbe una gran cosa se, nella sua misericordia, mi concedesse il tempo per potergli dire: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene” (Gv 21,17).

 

Coraggio! Il Signore viene!

Vergine Immacolata, Madre della Chiesa, prega per noi.

Tortona, 8 settembre 2016

Natività della Beata Vergine Maria

+ Vittorio Francesco Viola

vescovo

 

 


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 MINISTRI DELL'EUCARESTIA 2016 Riduci

MINISTRI  DELL'EUCARISTIA

CATTEDRALE DI TORTONA

29  MAGGIO  2016


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 PERCORSO QUARESIMALE 2016 Riduci

  PERCORSO QUARESIMALE  201

 


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 PREMIO AI PRESEPI Riduci

PREMIO AI PRESEPI delle CHIESE di SALE

"IL TUO PRESEPE IN CARTOLINA"   23 gennaio 2016

 


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 TORTONA APERTURA PORTA SANTA Riduci

TORTONA  13  DICEMBRE  2015

APERTURA della PORTA SANTA


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 VESCOVO a San Giovanni 6 settembre 2015 Riduci

S.E.  Mons.  VITTORIO  VIOLA

a SAN GIOVANNI per la celebrazione del voto permanente

di Suor EDWIGE

 

 


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 Nuovo Vescovo di Tortona Riduci

Nuovo Vescovo della Diocesi di Tortona

annuncio del 15 ottobre 2014

consacrazione a Vescovo il 7 dicembre 2014 (Assisi)

ingresso del nuovo Vescovo a Tortona il 14 dicembre 2014

    

 


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 Links Riduci

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 VEGLIA PER LA PACE (7 settembre 2013) Riduci

«La pace si afferma solo con la pace»

«Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?

1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con il Dio che è amore, fedeltà, bontà si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro. Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore?

2. Ma domandiamoci adesso: è questo il mondo in cui viviamo? Il creato conserva la sua bellezza che ci riempie di stupore, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche “la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra”. Questo avviene quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà e si chiude nel proprio egoismo. Quando l’uomo pensa solo a sé stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto. Esattamente questo è ciò che vuole farci capire il brano della Genesi in cui si narra il peccato dell’essere umano: l’uomo entra in conflitto con se stesso, si accorge di essere nudo e si nasconde perché ha paura (Gen 3,10), ha paura dello sguardo di Dio; accusa la donna, colei che è carne della sua carne (v. 12); rompe l’armonia con il creato, arriva ad alzare la mano contro il fratello per ucciderlo. Possiamo dire che dall’armonia si passa alla “disarmonia”? Possiamo dire questo, che dall’armonia si passa alla “disarmonia”? No, non esiste la “disarmonia”: o c’è armonia o si cade nel caos, dove c’è violenza, contesa, scontro, paura…
Proprio in questo caos è quando Dio chiede alla coscienza dell’uomo: «Dov’è Abele tuo fratello?». E Caino risponde: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). Anche a noi è rivolta questa domanda e anche a noi farà bene chiederci: Sono forse io il custode di mio fratello? Sì, tu sei custode di tuo fratello! Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri! E invece, quando si rompe l’armonia, succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quanta violenza viene da quel momento, quanti conflitti, quante guerre hanno segnato la nostra storia! Basta vedere la sofferenza di tanti fratelli e sorelle. Non si tratta di qualcosa di congiunturale, ma questa è la verità: in ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra i fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte! La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte!
Dopo il caos del Diluvio, ha smesso di piovere: si vede l’arcobaleno e la colomba porta un ramo di ulivo. Penso anche oggi a quell’ulivo che rappresentanti delle diverse religioni abbiamo piantato a Buenos Aires, in Piazza de Mayo nel 2000, chiedendo che non sia più caos, chiedendo che non sia più guerra, chiedendo pace.

3. E a questo punto mi domando: E’ possibile percorrere un’altra strada? Possiamo uscire da questa spirale di dolore e di morte? Possiamo imparare di nuovo a camminare e percorrere le vie della pace? Invocando l’aiuto di Dio, sotto lo sguardo materno della Salus populi romani, Regina della pace, voglio rispondere: Sì, è possibile per tutti! Questa sera vorrei che da ogni parte della terra noi gridassimo: Sì, è possibile per tutti! Anzi vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le Nazioni, rispondesse: Sì, lo vogliamo! La mia fede cristiana – la mia fede cristiana – mi spinge a guardare alla Croce. Come vorrei che per un momento tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte. Nel silenzio della Croce tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace. Vorrei chiedere al Signore, questa sera, che noi cristiani e i fratelli delle altre Religioni, ogni uomo e donna di buona volontà gridasse con forza: la violenza e la guerra non è mai la via della pace! Ognuno si animi a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore, vinci le tue ragioni di morte e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello – ma, penso ai bambini: soltanto a quelli … guarda al dolore del tuo fratello – e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo non con lo scontro, ma con l’incontro! Finisca il rumore delle armi! La guerra segna sempre il fallimento della pace, è sempre una sconfitta per l’umanità. Risuonino ancora una volta le parole di Paolo VI: «Non più gli uni contro gli altri, non più, mai!... non più la guerra, non più la guerra!» (Discorso alle Nazioni Unite, 4 ottobre 1965: AAS 57 [1965], 881). «La pace si afferma solo con la pace: la pace si afferma solo con la pace, quella non disgiunta dai doveri della giustizia, ma alimentata dal sacrificio proprio, dalla clemenza, dalla misericordia, dalla carità» (Messaggio per Giornata Mondiale della pace 1976: AAS 67 [1975], 671). Fratelli e sorelle, perdono, dialogo, riconciliazione sono le parole della pace: nell’amata Nazione siriana, nel Medio Oriente, in tutto il mondo! Preghiamo, questa sera, per la riconciliazione e per la pace, lavoriamo per la riconciliazione e per la pace, e diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconciliazione e di pace. Così sia.


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 DAI MISSIONARI DI VILLAREGIA Riduci

DECALOGO

DEL COMPORTAMENTO

del CRISTIANO

 

1.         Aggiustare sé stessi

2.         Non parlare sempre

        dei propri diritti

3.         Non usare le lenti di

        ingrandimento per i  

        torti ricevuti

4.         Non essere suscettibile

5.         Avere senso dello

        umorismo

6.         Accettare gli altri

        come sono

7.         Imparare ad accettare

        sé stessi

8.         Non attribuirsi

        competenza su tutto

9.         Ricercare la verità

        con amore

10.         Essere pazienti

 

 

  

 

Comunità Missionaria

di Villaregia

 


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 SIMBOLO DELLA TRINITA' Riduci


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 PREGHIERA a MARIA Riduci

MADONNA di LOURDES

 

Vieni, o Madre, in mezzo a noi, vieni Maria quaggiù!

 

 

 

 

BEATA VERGINE di LOURDES

 

Ti ringraziamo perché sei venuta a farci visita.

 

Guarda con occhio materno ciascuno di noi, che con tanta fiducia Ti supplica, sicuro che chiunque a Te si rivolge non resta deluso.

 

Mettiamo nelle Tue mani il desiderio di essere, nella vita di tutti i giorni, onesti, retti, decisi ad assolvere nel migliore dei modi i doveri che il Signore ci ha affidato.

 

Mantienici il cuore buono nei confronti del prossimo, per essere “provvidenza” per i fratelli vicini e lontani in difficoltà.

 

A Te affidiamo il nostro cammino di fede: custodisci in noi la decisione di porre gesti religiosi concreti, come la preghiera quotidiana, la partecipazione nel giorno del Signore alla celebrazione eucaristica, un certo interesse per l’approfondimento delle nostra fede.

 

Vergine di Lourdes Ti chiediamo ancora di vegliare sulle nostre persone care, di mantenere nelle nostre famiglie il rispetto reciproco, il desiderio della fedeltà, del servizio gratuito, il senso religioso.

 

Infine Ti supplichiamo per la Chiesa: sostieni e benedici il nostro Santo Padre Francesco, la nostra Diocesi, i nostri Sacerdoti, i Religiosi, le Religiose e le nostre Comunità Parrocchiali.

 

Suscita nel cuore dei giovani generosità, interesse per la Parola del Tuo Figlio, affiatamento con l’Eucaristia, affinché qualcuno possa maturare la decisione di servire il Signore a tempo pieno nella Chiesa.

 

Amen. 


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 MUSICAL Riduci

MERCOLEDI'  24 APRILE RAPPRESENTAZIONE STRAORDINARIA

Una bellissima lettera dalla Segreteria di Stato del Vaticano come risposta alla lettera inviata dopo lo spettacolo “Morte e vita a duello” dell’aprile scorso. Ecco il testo:

 

Carissimi, con stimata lettera del 12 maggio scorso avete voluto illustrare a Sua Santità Papa Francesco la gioiosa esperienza comunitaria nata da una particolare iniziativa teatrale che ha rappresentato la Passione, Morte e Risurrezione di Gesù, in occasione dell’Anno della Fede, allegando nel contempo due fotografie.

Il Sommo Pontefice, che ha accolto il premuroso gesto ed i sentimenti che lo hanno suggerito, esprime a quanti si sono impegnati nella lodevole attività la Sua gratitudine, unitamente al vivo incoraggiamento a portare ovunque, attraverso una chiara testimonianza di fede, i perenni valori della tradizione cristiana, per contribuire alla costruzione di un mondo più giusto e fraterno. Mentre chiede di pregare per Lui e per il Suo servizio alla Chiesa, invoca la celeste protezione della Vergine Maria ed imparte di cuore a ciascuno una speciale benedizione apostolica, estendendola all’intera comunità parrocchiale a tutte le persone care.

Con sensi di distinto ossequio mi confermo

Mons. Peter B. Wells


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 SALUTO a SUOR JENNI Riduci

SALUTO  a  SUOR  JENNI     27 settembre  2015

  


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 SALUTO AI MISSIONARI Riduci

 

 

SALUTO  AI  MISSIONARI

9  OTTOBRE  2016

 


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